La nuova avventura di Giulia Rogantin nelle vesti di allenatrice!

Manca ormai meno più di un mese alla ripresa della nuova stagione agonistica dei #forna tuffatori, che si aprirà come consuetudine con il Trofeo di Natale previsto dal 14 al 16 dicembre. Ai nastri di partenza in casa Triestina Nuoto ci saranno quasi tutti i tuffatori che nella scorsa stagione si sono messi in evidenza nel panorama italiano, tra di loro però mancherà Giulia Rogantin che, smessi i panni di atleta dopo una carriera ricca di soddisfazioni, è passata dall’altra parte della barricata, iniziando una nuova avventura nelle vesti di allenatrice.

E noi non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione per farci raccontare come stanno andando queste prime settimane di lavoro…

Allora Giulia, partiamo dall’inizio… com’è iniziato l’amore per i tuffi?

Ho iniziato ad approcciarmi allo sport dei tuffi all’età di 4/5 anni, quando, mentre i miei genitori lavoravano, mia zia, il tecnico Sigrid De Riz, mi portava con sé in piscina. Da lì in poi mi sono appassionata sempre di più a questa magnifica disciplina fino a far parte della squadra agonistica. Questo sport mi ha insegnato che nella vita se si fanno dei sacrifici, si lavora sodo e non si perde di vista l’obiettivo, ci si possono togliere grandi soddisfazioni.

Qual è il bilancio sulla tua carriera agonistica?

E’ stato molto difficile decidere di non continuare questo sport come atleta ma non posso che essere contenta e soddisfatta della mia carriera agonistica. Non ho mai avuto il fisico ideale, essendo abbastanza alta, e nemmeno le caratteristiche ideali per una tuffatrice: ero come usiamo dire noi “un pezzo di legno”, non ero per niente sciolta, ma lavorando sulle mie debolezze, dagli ultimi posti in classifica sono riuscita a vincere titoli italiani nella mia categoria, entrando a far parte della Nazionale giovanile e partecipando più volte a gare internazionali.

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa nuova avventura?

Mi è sempre piaciuto lavorare con i bambini e, crescendo in piscina, ho sempre ammirato molto il ruolo dell’allenatore. Questi due fattori mi hanno spinta un anno fa a cominciare ad allenare un gruppo di bambini dai 4 ai 6 anni, facendomi scoprire che insegnare tuffi mi piaceva tanto quanto farli. Questa cosa mi ha fatto molto riflettere e mi ha fatto prendere la decisione di concludere la mia carriera agonistica per dedicarmi completamente all’insegnamento, continuando però a “vivere” i tuffi anche se non direttamente in prima persona.

Com’è passare dall’altra parte della barricata? Che differenza trovi?

E’ molto strano, anche perché ogni tanto alleno alcuni atleti agonisti che fino a 3 mesi fa erano miei compagni di squadra. Il mio timore iniziale era che loro non riuscissero a vedermi come allenatrice ma mi continuassero a vedere come una loro compagna: sebbene facciano un po’ di difficoltà a vedermi in questa nuova veste, mi ascoltano e sono molto collaborativi.
La differenza principale è che quando si è atleta basta capire gli obiettivi, gli errori e bisogna dare il massimo per migliorare, mentre fare l’allenatore è un po’ più complicato in quanto, in base ad ogni atleta, deve scegliere gli obiettivi, spronare l’atleta per raggiungerli, trovare il modo più opportuno per correggerlo e per fargli esprimere al massimo tutte le sue qualità e per questo purtroppo non c’è una regola generale ma varia da persona a persona.

A quale gruppo insegni?

Da quest’anno, insieme ad un altro tecnico, alleno un gruppo di bambini, dai 6 agli 8 anni. Inoltre affianco il tecnico Ibolya Nagy durante gli allenamenti della squadra agonistica e mi è stata data l’opportunità di allenare una ragazza ungherese, venuta qua in Italia per allenarsi.

Quali difficoltà hai trovato fino ad ora?

Per il momento nessuna anche perché ho delle colleghe che mi stanno aiutando a migliorare, trasmettendomi generosamente quello che hanno appreso nella loro carriera da allenatrici.

In cosa pensi che essere stata atleta ti possa aiutare in questo percorso?

Perché so cosa si prova, quali sono le principali difficoltà e quanto impegno ci si deve mettere per cercare di raggiungere i propri obiettivi. Inoltre posso trasmettere tutta la mia esperienza agli atleti, aiutandoli a superare i momenti di difficoltà, le sconfitte, ad affrontare lo stress delle gare ma soprattutto insegnandogli l’importanza della squadra, anche se è il nostro è uno sport individuale, e a gioire dei piccoli traguardi raggiunti.

Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?

Non mi aspetto niente sinceramente, prenderò tutto ciò che mi arriva per continuare a migliorare il mio percorso lavorativo e a migliorare come persona. Come dicevo da piccola “i tuffi sono la mia vita” ed essere riuscita a trasformarli nel mio lavoro, anche se non come atleta ma come allenatrice, è un sogno che diventa realtà e mi fa sentire realizzata.

Oltre ad insegnare, fai qualcos’altro nella vita di tutti i giorni?

Sì, sono anche il preparatore atletico di tutto il settore del nuoto sincronizzato, un’esperienza che mi ha fatto conoscere aspetti di questo sport che seguendolo alla televisione non avevo colto.
Quest’anno inoltre mi sono iscritta all’università alla facoltà di scienze motorie in modo da apprendere più conoscenze possibili utili per il mio lavoro di allenatrice: tutto questo per provare a far raggiungere ai miei atleti livelli sempre più alti, superiori a quelli che ho raggiunto io come atleta!

A noi non resta altro che ringraziare Giulia per la disponibilità e augurarle un super in bocca al lupo per il futuro, che sia altrettanto ricco di soddisfazioni! #FORNA

2018-11-23T13:42:23+00:00
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